2) Hume. Avanti con metodo!.
Hume non  scoraggiato dalle difficolt, ritiene anzi di dover
puntare al cuore del problema, che secondo lui  la natura umana,
e di utilizzare come metodo l'osservazione e l'esperienza.
D. Hume, Trattato sulla natura umana, Introduzione (pagine 258-
259).

Il solo mezzo per cui possiamo sperare di ottenere un successo
nelle nostre ricerche filosofiche  quello di abbandonare il
tedioso ed estenuante metodo seguito fino ad oggi; invece
d'impadronirci, di tanto in tanto, d'un castello o d'un villaggio
alla frontiera, marciamo direttamente sulla capitale, ossia al
centro di queste scienze, alla natura umana: padroni di esso,
potremo sperare di ottenere ovunque una facile vittoria. Movendo
di qui, potremo estendere la nostra conquista a tutte le scienze
pi intimamente legate con la vita umana e procedere poi con agio
a quelle che sono oggetto di pura curiosit. Non c' questione di
qualche importanza, la cui soluzione non sia compresa nella
scienza dell'uomo, e non c' nessuna che possa venire risolta con
certezza se prima non la padroneggiamo. Accingendoci quindi a
spiegare i princpi della natura umana, noi miriamo in realt a un
sistema completo delle scienze costruito su di un fondamento quasi
del tutto nuovo e tale che solo su esso possano poggiare con
sicurezza.
Come la scienza dell'uomo  l'unica base solida per le altre
scienze, cos l'unica base solida per la scienza dell'uomo 
l'esperienza e l'osservazione. Che l'applicazione del metodo
sperimentale alla ricerca morale sia avvenuta pi di un secolo
dopo l'applicazione di esso alle ricerche naturali, non deve
sorprendere nessuno; troviamo lo stesso intervallo agli inizi di
queste scienze; da Talete a Socrate corre infatti uno spazio di
tempo quasi uguale a quello da Lord Bacone ai recenti filosofi
inglesi, che, cominciando a portare la scienza dell'uomo sopra un
terreno nuovo, hanno attirato l'attenzione ed eccitato la
curiosit del pubblico. Ci dimostra che, mentre le altre nazioni
possono rivaleggiare con noi nella poesia e superarci in altre
piacevoli arti, il progresso della ragione e della filosofia non 
possibile che in un paese tollerante e libero.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 845.
